Il Far West del gioco d'azzardo, tra segreti e complicità. Tagli alla cura delle persone non autosufficienti
Ma parliamo anche di come i privati guadagnano sui ricoveri, delle giornate mondiali per la Salute e di una guida completa sull'invalidità
Diritti in Salute - la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto
N. 25 – 22 marzo 2025
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In questo numero parliamo di:
Nel mondo. Il Far West del gioco d’azzardo. Tra segreti, complicità e dipendenza
Tagli alla cura delle persone anziane malate e non autosufficienti
5-7 aprile, giornate mondiali per la Salute
Come hanno distrutto (e stanno distruggendo) il Servizio Sanitario Nazionale, parte 17. ll privato convenzionato sceglie i “casi” ospedalieri in base ai profitti?
Tutto quello che c’è da sapere sull’invalidità civile e previdenziale
NEL MONDO
Far West del gioco d’azzardo. Tra segreti, complicità e dipendenza
La nuova puntata di Investigate Europe, il network dei giornalisti d’inchiesta, si è concentra sul mondo delle scommesse online e del gioco d’azzardo.
“L’uso degli smartphone e la pandemia hanno accelerato le scommesse….milioni di europei sono affetti da dipendenza. Alcuni esperti della rivista The Lancet hanno affermato che il gioco d’azzardo sia una delle questioni più urgenti per la salute pubblica del nostro tempo” – scrive Investigate Europe nella presentazione dell’inchiesta.
“[…] Il Governo Meloni sta ripristinando la pubblicità per le scommesse online, vietata in Italia dal 2018. Le società di scommesse sono un’ancora di salvataggio per le squadre di calcio, sostiene il governo Meloni. Non esiste una legge europea sul gioco d’azzardo, nonostante questo sia un settore economico del mercato interno che muove più di 19 miliardi di euro all’anno in Europa, senza contare il fatturato dei siti non autorizzati e schedati nelle liste nere nazionali“.
I temi al centro dell’inchiesta sono principalemente tre:
Scommesse losche: come l'industria europea del gioco d'azzardo è sfuggita al controllo. Offerte sfarzose, scommesse e bonus attirano ogni giorno milioni di persone, ma dietro le promozioni c'è una realtà diversa, caratterizzata da operazioni senza licenza, conti offshore e una crescente crisi per la salute pubblica.
Soft2bet: la rete di siti illegali per il gioco d'azzardo che finanzia anche il calcio. Una vasta rete di siti web di scommesse che operano senza le necessarie licenze in tutta Europa, con una presenza importante in Italia e un contratto di partenariato addirittura con l’AC Milan.
Il Far West del gioco d'azzardo. Una legge maltese annulla le sentenze dei tribunali in altre parti dell'UE per proteggere le società registrate nell’isola dal rischio di dover pagare milioni di euro in cause legali.
A 37e2 abbiamo approfondito (dal minuto 23.04) l’impatto del gioco d’azzardo sulla salute con la dottoressa Letizia Fattorini dell’Università di Firenze autrice dell’articolo Gambling, minaccia per la salute pubblica.
Tagli alla cura delle persone anziane malate e non autosufficienti
In un’economia di guerra le prime spese ad essere tagliate sono quelle per la cura delle persone gravemente malate, e prive di un significativo potere contrattuale in ambito elettorale. Poi, la scure colpirà i servizi destinati all’intera popolazione. Ma allora sarà troppo tardi per ribellarsi. È necessario reagire ora!
Nel numero 22 della newsletter annunciavo che la Cassazione aveva stabilito che le prestazioni socio-assistenziali per i pazienti affetti da malattie ingravescenti, come l’Alzheimer e la demenza senile, devono essere considerate inscindibilmente connesse alle prestazioni sanitarie. Un legame che implica che l’intero costo di permanenza nelle Rsa debba gravare sul SSN. In questi casi le cure sanitarie quindi prevalgono e inglobano le prestazioni assistenziali, così come stabilito dalla Costituzione e dalla legge 730 del 1983.
Per contrastare quanto stabilito dalla Cassazione la senatrice della Lega Maria Cristina Cantù ha proposto un emendamento nella Commissione Sanità del Senato che, con l’inserimento di solo tre parole (quelle che ho evidenziato in maiuscolo) modificherebbe profondamente l’articolo 30 della legge che ho citato.
”Sono a carico del fondo sanitario nazionale ESCLUSIVAMENTE gli oneri delle attività di rilievo sanitario ANCHE SE connesse con quelle socio assistenziali”. Il testo approvato in Commissione prevede che per le persone ricoverate in RSA, la quota a carico del SSN possa arrivare al massimo al 70% nei casi di alta complessità assistenziale.
Un compromesso criticato da varie associazioni, tra le quali Medicina Democratica, perché la quota del 70% spesso non risulta adeguata a coprire tutte le esigenze sanitarie, socio-sanitarie e assistenziali di chi è ricoverato in RSA ed è affetto da gravi disabilità o patologie. La parcellizzazione delle prestazioni e la loro distinzione in sanitarie e non sanitarie è l’anticamera dell’imputazione del costo delle prestazioni definite non sanitarie a carico dei malati e delle loro famiglie, per ora nelle RSA, ma potenzialmente, in futuro, anche in altre strutture sanitarie di degenza. Il rischio, è che prima o poi ad esempio a qualcuno venga in mente di far pagare ai degenti i pranzi consumati in ospedale!
Ma non è finita qui. Se questo testo diventasse legge, paradossalmente una delle conseguenze potrebbe essere un aumento del numero di ricoveri in ospedale (dove tutta l’assistenza è a carico del SSN) di persone non autosufficienti provenienti anche dalle RSA.
Abbiamo approfondito l’argomento a 37e2 venerdì 14 marzo con Andrea Ciattaglia, direttore della rivista Prospettive. I nostri diritti sanitari e sociali aderente al Coordinamento Nazionale in difesa delle persone anziane, malate non autosufficienti (Cisda). Potete riascoltare a questo link, dal minuto 23.37.
5-7 aprile, giornate mondiali per la Salute
Il 7 aprile è la giornata mondiale della Salute lanciata dall’OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Da parecchi anni questa giornata è l’occasione per movimenti, associazioni, sindacati e società civile per organizzare iniziative con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul diritto universale alla salute.
In Europa coincide con “La giornata di azione contro la commercializzazione della salute” con una fitta agenda di appuntamenti che in Italia si svolgeranno prevalentemente sabato 5 aprile. Qui vi lascio in anticipo una lista ancora parziale delle iniziative e dei documenti utili. Prendetene nota. A Milano ci vediamo sabato 5 alle 10.00 in piazza Santa Maria alle Grazie (Cenacolo) davanti alla rappresentanza dell’Unione europea. Il 7 aprile la rete europea “La nostra salute non è in vendita” organizzerà anche una conferenza al Parlamento Europeo.
Le strutture private convenzionate scelgono i “casi” ospedalieri in base ai possibili profitti?
Prosegue la ricerca condotta da Aldo Gazzetti, esperto in sanità e nella gestione delle strutture ospedaliere, finalizzata a valutare i rapporti tra Servizio Sanitario pubblico e privato convenzionato. Nella seconda parte (la prima l’abbiamo pubblicata due numeri fa) Gazzetti ha incrociato i dati provenienti da diverse fonti per analizzare le caratteristiche, la classificazione e le remunerazioni relative ai ricoveri nelle strutture private convenzionate con il SSR, il Servizio Sanitario della regione Lombardia (ma questa analisi può essere di grande aiuto anche per comprendere cosa sta accadendo nelle altre regioni).
La sintesi che deriva da questi dati ufficiali rileva una remunerazione media di 6.479€ per caso trattato dalle strutture private, e di 4.255€ per caso curato nelle strutture pubbliche. Questa differenza viene spesso utilizzata dalle rappresentanze ospedaliere private per dimostrare che loro trattano casi più complicati. Se però leggete attentamente il testo di Gazzetti vi accorgerete che spesso non è così.
Anche l’analisi dei dati riferiti ai diversi reparti di ricovero rileverebbe vistose differenze di remunerazione media tra gli ospedali pubblici e privati. Appare singolare, ad esempio, il ricavo medio nei reparti di Ortopedia, dove il privato conseguirebbe quasi il 40% in più rispetto al settore pubblico. Anche i ricavi medi di Ematologia e Terapia intensiva accertati nel privato sarebbero molto più alti rispetto a quelli del servizio pubblico.
La spiegazione parziale potrebbe essere costituita dai vantaggi tariffari determinati dal diverso tipo di DRG calcolato alla dimissione. Il Diagnosis Related Group è un sistema di classificazione utilizzato in ambito sanitario per raggruppare i pazienti in base a diagnosi cliniche simili ed è utilizzato per stabilire le remunerazioni per le prestazioni ospedaliere.
Nella documentazione dell’ATS di Milano sono rintracciabili alcuni dati relativi ai ricoveri ordinari. Ad esempio, le strutture private convenzionate avrebbero effettuato nel 2023, il 38% dei ricoveri, ma avrebbero percepito il 48% della spesa sostenuta dall’ATS. Il sistema DRG adottato, in totale assenza del monitoraggio dei risultati clinici ottenuti durante il ricovero, diventa la base di valutazione. Non raramente, questo sistema di pagamento favorisce, in particolare nelle strutture private convenzionate, lo spezzettamento della cura in vari ricoveri a volte senza continuità o integrazione con gli altri livelli assistenziali. S’incentiva il volume di certi ricoveri soprattutto chirurgici e non si valorizzano i risultati e la responsabilità della cura.
I limiti del pagamento a prestazione sono noti, ma ignorati volutamente dalla Regione che da anni dirotta miliardi di euro verso gli erogatori privati, senza imporre un quadro programmatorio e senza un controllo dei risultati ottenuti. Non è un caso che, dal quadro descritto, risulti una concentrazione dell’offerta privata in ambito chirurgico forse in alcuni casi addirittura superiore alla domanda dei residenti. Mentre diminuisce la disponibilità per i ricoveri nei reparti di medicina.
Tutto quello che c’è da sapere sull’invalidità civile e previdenziale
Quest’anno a 37e2, la trasmissione dedicata alla sanità in onda su Radio Popolare il venerdì mattina dalle 10.37 alle 11.30, abbiamo dedicato ampio spazio al tema dell’invalidità civile e previdenziale attraverso una rubrica settimanale in 9 puntate. Ora sono raccolte in un unico post con l’indicazione dei temi trattati in ogni puntata, e quindi di facile consultazione.
Il risultato è una guida ricca di informazioni, esempi pratici e consigli. Vi ricordiamo che le informazioni che ascolterete sono aggiornate a febbraio 2025. Questi i temi delle singole puntate:
1) invalidità civile: presentazione della domanda
2) i minori
3) gli adulti in età lavorativa
4) chi ha più di 67 anni
5) invalidità previdenziale
6) inabilità, pensione anticipata, naspi
7) legge 104
8) cecità e sordità
9) legge 68.
Diritti in Salute è gratuita, e questo non cambierà nel tempo. Vi chiedo però di sostenerla con una donazione se potete, perché frutto di un’attività di studio e di ricerca che svolgo con passione da decenni. Potete farlo attraverso PayPal: cliccate su “DONA”, vi apparirà il logo di Medicina Democratica, cliccate “invia”, inserite la vostra mail, scegliete la cifra da donare e dove c’è scritto “A cosa serve?” non dimenticatevi di inserire “Diritti in salute”. Questo è importante perché ci semplifica molto le procedure amministrative.
Per questo numero abbiamo finito. Ci rivediamo tra due settimane.
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