Il mercato dei dati sanitari tra Palantir, Israele e noi europei. Migliaia di sanzioni in arrivo per i ticket
Ma parliamo anche dell'11 aprile a Milano per il SSN, della sanità a Cuba e dei letti in ospedale tra pubblico e privato.
Diritti in Salute - la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto
N. 48 – 4 aprile 2026
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In questo numero parliamo di:
Agenzia delle Entrate e mancato pagamento del ticket sanitario. Cosa fare?
Lombardia, 11 aprile in piazza per la sanità pubblica
Posti letto in ospedale: come cambia il rapporto tra pubblico e privato
Nel mondo. Palantir, Israele e noi europei. Il mercato dei dati sanitari
Nel mondo. Cuba, la situazione del servizio sanitario sotto attacco
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Agenzia dell’Entrate e mancato pagamento del ticket sanitario. Cosa fare?
In questi mesi a decine di migliaia di cittadini in tutta Italia stanno arrivando le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione che, su delega della Regione di residenza o dell’azienda sanitaria locale (ASL/ATS), contesta un illecito amministrativo per il mancato pagamento del ticket sanitario sulle visite e su tutte le prestazioni sanitarie. Parliamo di circa ventimila cittadini solo in Lombardia, avvisati tra dicembre 2025 e i primi mesi del 2026.
La contestazione può riguardare i ticket non pagati negli ultimi cinque anni da un cittadino che riteneva di usufruire di una esenzione.
Le esenzioni possono essere nazionali o regionali per reddito, età o condizione lavorativa: per esempio disoccupazione o patologia di cui si è affetti, e dovrebbero essere indicate dal MMG (Medico di Medicina Generale) con un codice sull’impegnativa. Nella maggioranza dei casi si tratta di una dimenticanza, di un errore non voluto. Come può accadere in caso di mancato invio di un’autocertificazione che attesti il cambiamento della propria condizione economica, con conseguente perdita del diritto all’esenzione.
Altri casi possono riguardare persone anziane con una pensione rivalutata per recuperare l’inflazione ma che in tal modo ha superato, senza che loro ne fossero consapevoli, la soglia di reddito che dà diritto all’esenzione. Non raramente sono stati segnalati anche errori nei calcoli effettuati dalla stessa Agenzia delle Entrate.
Per sanare la situazione si deve pagare il ticket non versato, una sanzione economica e le spese amministrative. Per tutto il 2026 in Lombardia è previsto che in caso di contestazione il cittadino possa mettersi in regola pagando solo il ticket e le spese amministrative, ma non la sanzione. Di questo argomento abbiamo parlato anche a 37e2, su Radio Popolare. A questo link, dal minuto 40.27 si può ascoltare l’intervista a Federica Trapletti della segreteria dello SPI CGIL Lombardia.
Lombardia, 11 aprile in piazza per la sanità pubblica
“La salute è un diritto”
“Basta con il ricatto delle liste d’attesa e la privatizzazione selvaggia”
“Cittadini al fianco degli infermieri, dei medici, dei lavoratori. Per la medicina Territoriale. Per servizi efficienti. Per non lasciare sole le persone”
Con queste parole, il coordinamento La Lombardia Sicura, composto da decine di associazioni, CGIL e le forze politiche di opposizione, invitano tutti a partecipare sabato 11 aprile alle 15.00 alla manifestazione indetta sotto la regione Lombardia.
Una mobilitazione con obiettivi molto precisi, tra cui il ritiro della delibera del 15 settembre 2025 che ha istituito la superintramoenia; la sospensione automatica dell’intramoenia quando supera i livelli previsti dalle attuali normative e quando l’Asst/ospedale non rispetta i tempi di attesa; la decadenza immediata dei direttori generali nelle cui strutture è documentabile la chiusura delle agende; il divieto alle strutture pubbliche di esternalizzare e di “affittare” a strutture private, convenzionate e non convenzionate, attività sanitarie e operatori sanitari; l’obbligo per la regione di rendere pubblici i contratti di convenzione tra SSR e strutture private.
Su La Lombardia SiCura maggiori informazioni…ci vediamo in piazza l’11 aprile!
Posti letto in ospedale: come cambia il rapporto tra pubblico e privato
Aldo Gazzetti, esperto in organizzazione sanitaria, ha analizzato il rapporto tra pubblico e privato negli ospedali indagando in particolare l’evoluzione negli ultimi anni di questo equilibrio in relazione ai posti letto e ai ricoveri.
Nel 2019, prima della pandemia, gli ospedali pubblici italiani registravano circa 4.66 milioni di dimissioni per ricoveri ordinari. Nel 2024 siamo a 4.25 milioni: significa che il sistema pubblico è fermo al 91,3% dei livelli pre-Covid. Il calo più drastico si è verificato nel 2020, l’anno dell’emergenza sanitaria, quando molti interventi e ricoveri non urgenti sono stati rinviati o cancellati. Da allora c’è stata una ripresa graduale, ma non sufficiente a colmare il divario. Il privato, invece, mostra un andamento diverso: 1.57 milioni di dimissioni del 2019 sono diventate 1.55 milioni nel 2024, cioè il 98,7% del livello pre-pandemia. In altre parole, il recupero è quasi completo.
Guardando ai dati sui ricoveri ospedalieri del 2024, emerge un’Italia dove la linea di confine tra pubblico e privato si fa sempre più sottile. Oltre 5.8 milioni di ricoveri ordinari, poco più di 7 su 10 in strutture pubbliche, ma il resto – quasi un paziente su quattro – sceglie il privato accreditato. Una minoranza, ma significativa, affida invece la propria salute al privato puro (non rilevabile).
Leggendo il report scoprirete differenze importanti tra le diverse regioni. Qui mi limito a citare alcuni dati riguardanti la Lombardia: dal 2019 al 2024 il sistema ospedaliero della regione Lombardia è passato da 36.659 a 33.705 posti letto, con una diminuzione pari all’8%. Il calo ha interessato in modo prevalente il settore pubblico, che ha subito una riduzione di circa 3.300 posti letto, pari al 15%, passando da 22.493 unità nel 2019 a 19.189 nel 2024, mentre nel medesimo periodo il settore privato è cresciuto da 14.166 a 14.523 unità.
A nulla è servita la tragica lezione della pandemia!
NEL MONDO
Palantir, Israele e noi europei. Il mercato dei dati sanitari
Palantir Technologies è un’azienda statunitense che fornisce sistemi per l’analisi di grandi quantità di dati anche attraverso l’intelligenza artificiale, in mano al miliardario Peter Thiel (che ha stretti rapporti con Donald Trump). Palantir ha ottenuto contratti importanti per gestire dati pubblici nel Regno Unito, in particolare con il Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS), attraverso la cosiddetta Federated Data Platform (FDP).
Questa piattaforma mira a integrare e rendere disponibili i dati clinici dei pazienti per migliorare efficienza e cura. Il contratto con l’NHS (circa 330 milioni di sterline) è stato fortemente contestato da operatori sanitari, associazioni per la giustizia sanitaria e sindacati medici, che chiedono di cancellarlo o rinegoziarlo sia per rischi relativi alla privacy, sia per la reputazione dell’azienda. Infatti, all’inizio del 2024 Palantir ha definito una “partnership strategica” con il Ministero della Difesa israeliano, con lo scopo di fornire tecnologie di dati, analisi e AI che supportino operazioni militari o di intelligence. Palantir ha uffici e personale operativo in Israele e, secondo fonti investigative, il suo team locale lavora principalmente con enti legati alla sicurezza e alla difesa.
Come riporta Andrea Capocci su il Manifesto, un’inchiesta ha svelato una vasta rete di lobbisti, in buona parte ex-dirigenti del servizio sanitario pubblico inglese come Swindells, che ha spinto il governo ad affidare alla società di Thiel l’appalto della Federated Data Platform. Il Governo britannico sta attualmente valutando la possibilità di rescindere il contratto a causa delle crescenti preoccupazioni politiche e di opinione pubblica. In Italia Palantir ha già contratti o collaborazioni documentate, anche nel settore sanitario. Nel 2023 il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma ha siglato un accordo con Palantir: “la collaborazione verte intorno al software di gestione dei dati Foundry, lo stesso usato per la Federated Data Platform nel Regno Unito”.
Inoltre, la controllata italiana, Palantir Italia Srl (con sede a Roma), ha concluso almeno un contratto con il Ministero della Difesa e relativi enti tecnici.
NEL MONDO
Cuba, la situazione del servizio sanitario sotto attacco
Franco Cavalli è un oncologo tra i più noti e stimati a livello mondiale, è svizzero ed è Presidente di MediCuba Europa. Lo abbiamo intervistato a 37e2 pochi giorni fa, quando si è recato a Cuba contemporaneamente alla Nuestra America Flotilla. Potete ascoltare la sua intervista qui.
Franco da decenni è di casa nell’isola, dove partecipa a diversi progetti in ambito medico. Può dare una descrizione precisa di quanto sta avvenendo sull’isola dopo il blocco totale imposto da Trump. Un Paese, Cuba, da sempre molto orgoglioso per i risultati ottenuti in ambito sanitario e riconosciuti dall’OMS: una mortalità perinatale attorno al 4 per mille, una delle migliori del mondo, e molto più bassa di quella degli Stati Uniti.
Ora, invece, è più che raddoppiata. In ospedale mancano farmaci, reattivi e strumenti, i pazienti arrivano fortemente indeboliti fisicamente perchè hanno difficoltà a procurarsi ogni giorno qualcosa da mangiare. La mancanza di carburante rende anche difficile il trasporto dei prodotti agricoli dalla campagna alle città. La difficoltà di movimento obbliga il personale medico e infermieristico a modificare l’organizzazione del proprio lavoro: spesso dormono per due o tre notti in corsia, per poi passare un paio di giorni a casa che possono raggiungere solo a piedi.
Ad ottobre e novembre c’è stata un’epidemia di Dengue e Chikungunya. Oggi, vista la mancanza di benzina, è più difficile anche la raccolta della spazzatura, e questo produce un peggioramento generale delle condizioni igieniche. Interessante nel racconto del professor Cavalli è anche la costruzione, con l’aiuto della Cina, di enormi parchi solari, che nel giro di qualche anno dovrebbero ridurre fortemente la dipendenza del Paese dal petrolio.
Dalla rivoluzione ad oggi Cuba ha inviato propri medici in oltre ottanta Paesi, per aiutare le popolazioni in momenti critici della propria esistenza. Se ricordate è avvenuto anche in Italia durante il Covid: una collaborazione che prosegue tuttora in Calabria. Eppure, racconta Cavalli, nessuno di quegli ottanta Paesi, Italia compresa, ha mosso un dito per restituire oggi al popolo cubano l’aiuto ricevuto.
Diritti in Salute è gratuita, e questo non cambierà nel tempo. Vi chiedo però di sostenerla con una donazione se potete, perché frutto di un’attività di studio e di ricerca che svolgo con passione da decenni. Potete farlo attraverso PayPal: cliccate su “DONA”, vi apparirà il logo di Medicina Democratica, cliccate “invia”, inserite la vostra mail, scegliete la cifra da donare e dove c’è scritto “A cosa serve?” non dimenticatevi di inserire “Diritti in salute”. Questo è importante perché ci semplifica molto le procedure amministrative.
Per questo numero abbiamo finito. Ci rivediamo tra due settimane.
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