Intelligenza artificiale in medicina. Minori nei CPR e neonati in cella
Ma parliamo anche della copia della cartella clinica, che è gratuita; di liste d'attesa e dell'impresentabile Associazione Medica Israeliana... e un quiz!
Diritti in Salute - la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto
N. 54 – 27 giugno 2026
Bentornate e bentornati a Diritti in Salute!
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Penso a ogni numero e ne curo i dettagli nel mio tempo libero, condividendo con voi la mia conoscenza accumulata negli anni. Per questo, se vi piace, potete contribuire con una donazione libera. Cliccate su “DONA”, vi apparirà il logo di Medicina Democratica, cliccate “invia”, inserite la vostra mail, scegliete la cifra da donare e dove c’è scritto “A cosa serve?” non dimenticatevi di inserire “Diritti in salute”. Questo è importante perché ci semplifica molto le procedure amministrative.
E condividete la newsletter con chi è interessato/a al tema!
In questo numero parliamo di:
Intelligenza artificiale in medicina
La copia della cartella clinica è gratuita
Prossime presentazioni de L’industria della salute… e un quiz!
Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani. Il mio nuovo libro sul G8
Origine e caratteristiche delle liste di attesa in Lombardia
Minori nei CPR e neonati in cella
NEL MONDO. L’associazione Medica Israeliana dev’essere sospesa dalla World Medical Association
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Intelligenza artificiale in medicina
Si sta diffondendo sempre di più l’uso dell’IA in medicina. Molte sono le domande al riguardo, non solo tra le persone ma anche tra gli operatori sanitari. Quesiti che nascondono speranze ma anche timori.
L’IA in medicina potrà sostituire completamente l’intelligenza e il sapere umano? Qual è un ipotetico margine d’errore dell’IA nella lettura di un esame, per esempio di un ECG?
Durante la puntata del 19 giugno di 37e2, io e Elena Mordiglia abbiamo rivolto queste e altre domande al dottor Guido Bertolini, responsabile del dipartimento di epidemiologia medica dell’Istituto Mario Negri. Con la sua equipe, il dottore sta utilizzando dei modelli di linguaggio basati sull’IA per un progetto che coinvolge i Pronto soccorso. Nell’intervista ci spiega che oggi realizzare una raccolta dati e fare ricerca nei P.S. è molto difficile, visto che il personale è sottoposto a ritmi frenetici e costantemente in corsa contro il tempo. Al Mario Negri, questa ricerca è stata appunto affidata all’IA.
Ma prima di affrontare il tema, molto complesso, il dottor Bertolini, con grande chiarezza, ci spiega che l’IA funziona sulla base di modelli matematici “che devono indovinare o predire la parola che segue o che abbiamo tolto da una frase”. Nel prosieguo dell’intervista il ricercatore allarga l’orizzonte del ragionamento e non nasconde la sua preoccupazione: stiamo delegando la gestione di questi modelli pervasivi e che ci condizionano, ad un numero ridottissimo di organizzazioni private con le quali gli strumenti oggi a disposizione degli Stati ed in particolare delle università e dei centri di ricerca pubblici, difficilmente possono competere.
Ovviamente quando l’oggetto sono i dati sanitari di milioni o addirittura miliardi di persone, tutta la questione diventa ancora più delicata. Si sta ampliando ulteriormente un deficit della democrazia della conoscenza. L’intervista si può riascoltare a questo link. Non perdetevela.
La copia della cartella clinica è gratuita
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 26 ottobre 2023, chiarisce che l’interessato ha diritto a ottenere una prima copia dei propri dati personali, inclusa la cartella clinica, senza sostenere costi, salvo il caso di richieste manifestamente infondate o eccessive.
“Pertanto, considerato che la richiesta effettuata rientrava nell’ambito dell’esercizio del diritto di accesso ai dati personali ai sensi dell’art. 15 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), ritengo che l’importo versato sia stato indebitamente richiesto” con queste parole, dopo aver citato la sentenza di cui sopra, una cittadina ha richiesto il rimborso delle spese sostenute per aver copia della propria cartella clinica.
“Gentile Sig.ra xxxx, ho effettuato i necessari approfondimenti relativi alla sua richiesta di rimborso per il pagamento di copia della cartella clinica e sono giunto alla conclusione che, ove sia stata la prima richiesta, il rimborso le è dovuto”.
Questa è stata la risposta del Responsabile Ufficio di Pubblica Tutela Asst Ovest Milanese. Un’affermazione importante ed impegnativa. Vi terrò informati sul risultato di questa richiesta di rimborso e in caso di successo, su come agire per seguirne l’esempio. Grazie all’attivissimo Sportello per il Diritto alla Salute di Abbiategrasso, che ha condiviso con me questa preziosa informazione.
Prossime presentazioni de L’industria della salute
Come sapete il 26 maggio è uscito il mio libro L’industria della salute. Farmaci, Privatizzazioni e Affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria” edito da PaperFirst. Grazie a chi è venuto alle presentazioni finora!
Prosegue il tour con un’altra data a Pisa, alla Cittadella della filosofia: ci vediamo il 10 luglio alle 16. L’evento si intitola Riprendiamoci la sanità pubblica. Ne discuterò con Riccardo Visani e Carlo Cunegato. Moderano l’incontro Francesco Patella e Federico Greco.
Un breve quiz su un tema trattato ne L’industria della salute il mio nuovo libro, di cui vi darò la risposta giusta nel prossimo numero.
Sforzate la vostra mente, non arrendetevi subito!
Nel numero precedente vi chiedevo: Quanti anni di differenza nell’aspettativa di vita avevano due bimbi nati, all’inizio di questo millennio, in due quartieri di Glasgow, Calton (più povero) e Lenzie (più ricco), distanti pochi km?
La risposta corretta alla domanda era la terza. La differenza nell’attesa di vita tra i due bambini era di oltre 20 anni: 28 anni, 54 contro 82!
Vi ricordo che se voleste organizzare una presentazione estiva o autunnale del libro potete scrivermi a questo indirizzo: vagnoletto@primapersone.org
Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani. Il mio libro sul G8
Non volevo rischiaste di rimanere noiosamente nullafacenti nella calura estiva, quindi vi annuncio che il 7 luglio uscirà un altro mio libro: Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani a cura di Mario Scagnetti, edizioni Tab. Il libro è già ordinabile sulle principali piattaforme online.
Cosa ci dicono quei fatti della nostra società attuale? Il libro rievoca il G8 del 2001, non solo come evento passato ma soprattutto come strumento per leggere il presente e guardare al futuro. Il volume traccia un filo che lega quelle giornate alle crisi di oggi: la globalizzazione, i movimenti sociali, la cultura delle forze dell’ordine e una strategia dello Stato basata solo sulla repressione. Perché se venticinque anni fa “un altro mondo era possibile”, oggi appare necessario.
Alcune date del tour di presentazione:
7 luglio, ore 19 al circolo Arci Zalib, via della Penitenza, 35, Trastevere (Roma) con Fausto Bertinotti e Raffaella Bolini.
8 luglio, ore 19.30 al Monk, via Giuseppe Mirri 35 (Roma), organizzato dalla redazione under 30 di Scomodo con Riccardo Noury e Francesca Zanni.
9 luglio, ore 18 al Music for Peace, via Balleydier 60 (Genova) con Enrico Zucca e Monica Di Sisto. Modera Antonio Bruno.
13 luglio, ore 21.15 al Circolo Arci Gagarin, via Galvani 2bis (Busto Arsizio) con Andrea Cegna. Modera Francesco Tosi.
14 luglio, ore 18 all’Arci Bellezza, via Giovanni Bellezza 16/A (Milano) con Enrico Zucca. Modera Lorenza Ghidini.
Origine e caratteristiche delle liste di attesa in Lombardia
Nello scorso numero di Diritti in Salute, nel dare notizia del varo da parte di Agenas della Piattaforma nazionale delle liste di attesa, ponevo alcune domande come:
Dove sono finite il 50% circa delle prime visite e degli esami diagnostici richiesti con ricetta del SSN ma poi non eseguiti, né nel SSN né nel privato convenzionato?
Come mai risulta una percentuale molto alta di codici di priorità P, ossia prestazioni da eseguire entro 120 giorni?
Aldo Gazzetti, esperto in organizzazione sanitaria, ha approfondito l’argomento analizzando i dati disponibili per la Lombardia.
“[…] emerge una netta disparità tra le diverse classi di priorità: in particolare, i pazienti inseriti nella Classe P, ossia quelli considerati meno urgenti, si trovano a dover attendere per tempi decisamente superiori rispetto agli standard fissati. Questa situazione genera un evidente squilibrio nell’accesso alle cure”.
Inoltre,
“La normativa vigente prevede che la priorità venga assegnata esclusivamente alle prestazioni di primo accesso. Questa impostazione si rivela fortemente discriminante, poiché non tiene conto delle necessità individuali che possono emergere successivamente e rischia di accentuare le disuguaglianze tra gli utenti”.
Nel suo lavoro di ricerca, Gazzetti ha anche messo a confronto i volumi delle prestazioni erogate da Niguarda, ospedale pubblico, e San Raffaele, ospedale privato convenzionato. Un’analisi dei dati relativi al mese di marzo 2026 mette in luce una marcata differenza nell’offerta di prime visite con il SSN tra queste due strutture, che sono tra i principali ospedali lombardi. Non anticipo nulla. Consiglio di leggere la ricerca.
Questa foto rappresenta, invece, a mio parere, un esempio di pubblicità ingannevole in Molise, che mi hanno gentilmente condiviso. Il privato ti cura se può far profitto sulla tua salute, altrimenti ti scarica sul pubblico… basta leggere Diritti in Salute per saperlo!
Minori nei CPR e neonati in cella
Recentemente si è scoperta la presenza di minori nel Centro di Permanenza per i Rimpatri di via Corelli, a Milano. Un fatto grave, che ha suscitato forte preoccupazione nel mondo della tutela della salute dei migranti.
Alcuni colleghi del Gruppo di Lavoro Minori Migranti – Società Italiana Medicina delle Migrazioni hanno pubblicamente denunciato questa situazione, sottolineando come tutto ciò avvenga nonostante
“L’accordo della Conferenza Stato-Regioni (numero 73 del 9 luglio 2020) abbia approvato il protocollo in cui vengono descritte le procedure da attuare per determinare l’età anagrafica dei presunti minori. Purtroppo, a tutt’oggi, il protocollo resta ampiamente disatteso come confermato da tre differenti monitoraggi […]. Il dato comune che emerge dalle survey è la disomogeneità di applicazione relativamente alla multidisciplinarietà, all’attenzione all’ascolto del minore e al ricorso, spesso indiscriminato ed arbitrario ad accertamenti radiologici”.
“Evidenziamo che il trattenimento nei CPR può determinare rischi per la salute psicofisica come attestato da un recente Policy Brief della World Health Organization (WHO) […]. La tutela della salute e dei diritti dei minori non può ammettere deroghe né zone d’ombra istituzionali”.
Mentre scrivo questo numero della newsletter leggo anche che, attualmente, ci sono 30 bambini “dai 0 ai 3 anni reclusi in una cella unitamente alle proprie madri”. Nel 2023 erano 17. Lo scrive Luigi Manconi su la Repubblica del 24 giugno. Situazioni fra loro diverse ma entrambe disumane e ingiustificabili, sulle quali bisogna fare ogni sforzo per rompere il silenzio.
Diritti in Salute prova a fare la propria parte.
NEL MONDO
L’associazione Medica Israeliana dev’essere sospesa dalla World Medical Association
La prestigiosa rivista medica The Lancet ha pubblicato una petizione in cui si chiede la sospensione dell’Associazione Medica Israeliana dall’Associazione Medica Mondiale durante l’Assemblea Generale della World Medical Association (WMA), che si terrà a Rotterdam dal 7 al 10 ottobre 2026.
Condivido l’appello rivolto a tutti gli operatori sanitari, gli studenti di medicina e le istituzioni sanitarie, che invito a firmare questa petizione: Sospendere l’IMA dalla WMA e a condividerla con i colleghi e le colleghe.
“I fatti:
1.722 operatori sanitari palestinesi uccisi dall’ottobre 2023, una media di 2-3 al giorno.
185 operatori sanitari detenuti dalle autorità israeliane, molti senza accusa, con segnalazioni di torture e decessi in custodia.
Oltre 250 casi di detenzione illegale, tra cui medici di alta competenza, con alcuni detenuti che risultano dispersi o deceduti in custodia.Ospedali, ambulanze e cliniche ripetutamente attaccati o distrutti, paralizzando il sistema sanitario. Questi attacchi israeliani sono stati descritti dagli esperti delle Nazioni Unite come “medicidi” e “desanificazione”: lo smantellamento deliberato e la strumentalizzazione dell’assistenza sanitaria.
Mentre gli operatori sanitari palestinesi vengono uccisi, detenuti, torturati e costretti a operare sotto assedio, l’Associazione medica israeliana e gran parte della comunità medica israeliana sono rimasti in silenzio, omettendo di condannare gli attacchi contro l’assistenza sanitaria o di ritenere i propri membri responsabili delle violazioni dell’etica medica”.Questo silenzio, di fronte alla distruzione e alla disumanizzazione sistematica, compromette l’integrità della professione medica e consente ulteriori attacchi contro gli operatori sanitari.
Diritti in Salute è gratuita, e questo non cambierà nel tempo. Vi chiedo però di sostenerla con una donazione se potete, perché frutto di un’attività di studio e di ricerca che svolgo con passione da decenni. Potete farlo attraverso PayPal: cliccate su “DONA”, vi apparirà il logo di Medicina Democratica, cliccate “invia”, inserite la vostra mail, scegliete la cifra da donare e dove c’è scritto “A cosa serve?” non dimenticatevi di inserire “Diritti in salute”. Questo è importante perché ci semplifica molto le procedure amministrative.
Per questo numero abbiamo finito. Ci rivediamo tra due settimane.
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